Il Taurasi nel Gotha dell'Enologia

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COMUNICATO STAMPA

 

Importante riconoscimento per le aziende vitivinicole irpine

 

IL TAURASI DOCG NEL GOTHA DELL'ENOLOGIA ITALIANA

LA GUIDA DE "L'ESPRESSO" PREMIA MOLETTIERI

E MASTROBERARDINO

DI IORIO: "L'ATTENZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER I NOSTRI VINI SIA ALMENO PARI

A QUELLA DEI GRANDI MEDIA"

Tante le realtà produttive del territorio inserite nella graduatoria. Il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto: "E' la dimostrazione di un comparto che cresce e che dà lustro all'intera provincia di Avellino. Complimenti ai nostri produttori"

 

 

Ancora una volta il vino irpino entra nel gotha dell'enologia italiana. La guida de "L'Espresso" restituisce un quadro decisamente positivo per il territorio della provincia di Avellino. Cinque sono infatti i vini italiani che hanno raggiunto il massimo punteggio - 19/20 - e tra questi figurano proprio due Taurasi Docg: il "Taurasi Cinque Querce" del 2001 di Molettieri e il "Radici" 2001 di Mastroberardino.

Ma dietro i grandi della vitivinicoltura irpina ci sono tante altre realtà che rientrano nella graduatoria e che dimostrano come l'impegno profuso in questi anni per la crescita del settore cominci a raccogliere quei frutti tanto sperati.

Esprime soddisfazione per i risultati raggiunti dalle realtà imprenditoriali irpine, il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio.

"Il prestigio riconosciuto ai nostri vini da una autorevole guida nel campo dell'enologia nazionale - quella de "L'Espresso" - conferma nell'olimpo enologico italiano non solo due grandi imprenditori irpini, Molettieri e Mastroberardino, ma anche tante aziende irpine, a testimonianza di un intero comparto che è cresciuto notevolmente e che continua a crescere, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo. La presenza del Taurasi Docg e dell'Aglianico in queste graduatorie non è più un episodio sporadico, ma ormai una consuetudine. E questo è un riconoscimento all'intero territorio e al lavoro svolto dalle imprese e dalle aziende agricole, dai nostri contadini che con tanto impegno lavorano questa terra perché dia frutti sempre più pregiati.

Ma non è finita qui - continua Di Iorio -. Il comparto vitivinicolo irpino è infatti destinato a crescere ancora, grazie alla Facoltà di Enologia e Vitivinicoltura, all'Enoteca regionale dei Vini d'Irpinia, alle Strade dei Vini e dei Sapori d'Irpinia, al Consorzio di Tutela dei Vini d'Irpinia e alle tante iniziative volte alla valorizzazione della qualità della nostra uva e dell'intero comparto vitivinicolo, che è ormai un patrimonio di questa realtà provinciale, così come lo sono le tante realtà imprenditoriali che continuano a crescere e a far accrescere un comparto strategico per l'economia irpina e campana tutta. Sono sicuro che l'attenzione che la pubblica amministrazione saprà riservare alla vitivinicoltura irpina sia almeno pari a quella che i grandi media nazionali stanno riservando a questo settore nell'ultimo periodo.

A Molettieri e a Mastroberardino vanno i miei più sentiti complimenti, perché con questi risultati non solo danno lustro alle loro aziende, ma all'intera provincia di Avellino, così come avremo modo di dimostrare anche in occasione del Salone del Gusto di Torino, dove porteremo naturalmente questi grandi prodotti enologici che sono il vanto dell'Irpinia". 

 

Montella (Avellino), 20 ottobre 2006

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